L’ispirazione di Jean Prouvé (1901-1984) nasce dalla sua straordinaria capacità di coniugare la creatività, lo spirito imprenditoriale e l’etica professionale. Prouvé riusciva a collegare l’artigianato all’industria, il design all’architettura e con ogni passo della sua carriera accresceva la somma delle sue esperienze: come fabbro dell’art déco, come fabbricante e costruttore di mobili e architetture, infine come insegnante altamente stimato, senza mai cercare la propria scrittura ma alla ricerca costante di risposte logiche alle funzioni auspicate e ai mezzi a disposizione. Proprio così si spiega l’espressione autentica e inequivocabile dei suoi lavori.
Jean Prouvé è una figura centrale del design del Novecento, oggi apprezzato come uno dei costruttori più innovativi nel campo dell’architettura e della fabbricazione di mobili. Mettendo a frutto le sue conoscenze di tecnica delle costruzioni, progettò con coerenza edifici leggeri e smontabili, dalle baracche ai grandi padiglioni, sistemi di facciate multifunzionali e mobili da comporre e scomporre, di estrema solidità. L’entusiasmo crescente per la tecnologia negli ultimi anni ha dato vita a un revival delle innovative invenzioni di Prouvé nella costruzione di edifici e di mobili funzionali, sobri e industriali, incrementandone il valore.
Come scrive ancora Bruno Reichlin: “l’opera di Prouvé e la sua cultura tecnica offrono l’opportunità di illuminare il pubblico – e noi stessi – sugli aspetti, le ragioni, i problemi e gli interrogativi, le passioni, o al contrario i lampi del pensiero, che complessivamente riguardano il nostro rapporto con la dimensione “tecnica” dell’oggetto costruito. Tutto quel che avrei voluto sapere su Jean Prouvé e la tecnica: ecco il tema proposto dagli autori, per la gioia della mente e dei sensi”.
L’esposizione a Mendrisio esce dalla Galleria espositiva per “invadere” la lobby di Palazzo Canavée.
In mostra si possono ammirare oggetti di design e di arredo – sedie, poltrone, tavoli, scrivanie, banchi di scuola, letti e lampade –, tra cui un raro esemplare della poltrona reclinabile “Grand Repos” del 1930, in lamiere d’acciaio laccato e tela, diversi prototipi di sedie e lo scaffale realizzato nel 1952 per la Maison de la Tunisie (Casa della Tunisia) nella Cité universitaire de Paris.
Insieme ai mobili più significativi della carriera di Prouvé, tanti elementi architettonici, plastici, fotografie, disegni di alcuni dei suoi capolavori: la sua casa di Nancy, il Pavillon du centenaire de l’aluminium (Padiglione per il centenario dell’alluminio), la Maison des jours meilleurs (Casa dei giorni più felici) per l’Abbé Pierre, la Buvette di Évian.
La mostra presenta l’opera di Prouvé sotto le più svariate angolature, evidenziandone la poliedricità e il virtuosismo senza precedenti. Grazie all’ampio ventaglio di oggetti e progetti presenti, prevede più livelli di lettura così da suscitare sicuro interesse non solo fra gli addetti ai lavori, ma anche presso il vasto pubblico. L’esposizione, inoltre, si presta a essere visitata anche da bambini e ragazzi; i visitatori più giovani saranno senz’altro incuriositi dallo stile di Prouvé e dalla sua forza inventiva, trovandosi quasi a essere loro stessi degli esploratori, dei pionieri per assaporare il desiderio e l’entusiasmo della scoperta, proprio come Prouvé.